Prendere decisioni logiche

Con l’avvento dei computer e in particolare dei motori di analisi, gli scacchi stanno diventando sempre più concreti poiché i giocatori fanno molto affidamento, per le loro scelte, sulla analisi approfondita di varianti complesse. Prendere decisioni basate su ciò che io chiamo “ragionamento logico” è passato in secondo piano soprattutto per i giovani giocatori che vogliono calcolare con la forza bruta.

Come allenatore percepisco un cambiamento allarmante nell’approccio al gioco tra i giocatori più giovani… Prendono decisioni dopo uno sforzo intenso, calcolando centinaia di varianti in quasi tutte le partite. Grazie a questo approccio i giovani giocatori sono anche in grado di risolvere molte sfide importanti, ma essi dovrebbero includere anche la logica e il buon senso, supportati da una solida conoscenza dei principi fondamentali. Per prendere decisioni alla scacchiera un buon giocatore di scacchi fa uso sia di varianti concrete sia di ragionamenti logici. La struttura della posizione dovrebbe suggerirci quali tipi di mosse si dovrebbero cercare.Una posizione tagliente dovrebbe indurre i giocatori ad effettuare mosse attive, mentre in una posizione più tranquilla, i giocatori dovrebbero cercare di manovrare i pezzi, indipendentemente dal fatto che generalmente preferiscano giocare “attivamente” o “strategicamente”…


Per giocare bene dal punto di vista posizionale è essenziale avere una conoscenza pratica dei principi fondamentali degli scacchi a propria disposizione, da utilizzare in diverse circostanze. Dovremmo conoscere i principi per giocare con una buona struttura di pedoni, per sfruttare le case e i pedoni deboli oppure per sfruttare per esempio, l’alfiere cattivo dell’avversario, giocare con la coppia degli alfieri, gestire i pezzi minori nel finale, vincere con un pedone passato, condurre attacco e difesa, ecc. ecc.

Abbastanza spesso accade che dopo aver giocato una partita difficile in un torneo, mostriamo la partita ad un giocatore più forte, che ci suggerisce immediatamente miglioramenti che non avevamo nemmeno sospettato. Come fa? Cosa vede che noi non vediamo? Come può calcolare e scartare le mosse irrilevanti così rapidamente?

Dobbiamo imparare a identificare le mosse importanti e a prendere in considerazione fattori specifici durante la valutazione di una posizione. Non solo un giocatore più forte vede di più, ma sembra anche trovare le mosse migliori con meno tempo e con meno sforzo. Va al cuore della posizione e ne trae una soluzione appropriata. Le regole sono le stesse per tutti, ma il giocatore più forte valuta e decide in modo diverso !

 

Queste erano alcune delle tante idee che mi giravano per la testa quando ero un giocatore in crescita. In questo libro condivìderò con voi come ho affrontato queste domande e le conclusioni a cui sono arrivato.

Stranamente, le risposte alle domande non sono così importanti quanto lo sono invece le domande stesse, pensarle, trarre le proprie conclusioni, imparare dalle esperienze degli altri e provare ad applicare questi principi alle proprie partite. Questo potrebbe sembrare illogico, considerando il fatto che la maggior parte dei principi chiave scacchistici, se non tutti, sono stati più o meno trovati, o almeno, questo è ciò che tutti credono.

Si pone la domanda:

Se i principi guida sono già noti, perché mai dovrei ripensarli? Non posso semplicemente applicarli alle mie partite e raccoglierne i frutti? 

I principi scacchistici ci dicono cosa dovrebbe essere fatto alla scacchiera in determinate situazioni. CI aiutano a decidere cosa è più importante in una data posizione. Affinché questi principi diventino una parte automatica del processo mentale, un giocatore non può semplicemente conoscerli a livello teorico; deve capirne la base [cioè le idee che sono dietro, n.d.r]…

Questa comprensione deriva dalla esperienza personale nell’applicare questi principi durante le partite e nella preparazione. Seguire il principio giusto al momento giusto e anche sapere quando occorre rompere le regole al momento opportuno, è il segno distintivo di un professionista esperto. I principi ci guidano, indicandoci una direzione, ma dovremmo renderci conto che ci saranno eccezioni alle regole e che dobbiamo affrontare ogni posizione con occhi nuovi per trovare la nostra strada nella giungla scacchistica.


Seconda domanda:

Cosa ci vuole per essere un buon giocatore di scacchi?

Questa domanda implica molti aspetti e non possiamo dare una risposta univoca adatta a tutti i casi. Un buon giocatore dovrebbe ovviamente avere il talento e la attitudine di base per il gioco, una buona conoscenza dei vari principi e la abilità di applicarli alla scacchiera. Ha analizzato le partite più importanti e ha la capacità di imparare dai propri errori. La sua intuizione viene dalla esperienza e dalla conoscenza e dedica il tempo e gli sforzi necessari per studiare il gioco. Un buon giocatore di scacchi ha la umiltà di accettare i propri difetti, ma trova la determinazione per superarli. E’ motivato a migliorare.

Ha fame di successo e punta sempre più in alto. La lista suddetta non può ovviamente essere completa. Ci sono molti altri attributi necessari per diventare un forte giocatore di scacchi, ma abbiamo una buona idea di alcuni di questi requisiti. La parte difficile non è studiare gli scacchi, bensì avere la giusta mentalità e la attitudine per imparare.

Tratto dal libro “LOGICA SCACCHISTICA VINCENTE”

di GM RAMESH RB

Edizioni LE DUE TORRI.

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